di Sergio ZUPPARDI – Ambasciatore europeo del Clima
Leggere un giornale, sbucciare una mela o anche solo consumare un caffè delle macchinette automatiche, fa parte delle moltissime attività che, ognuno di noi, pone in essere quotidianamente. Con ognuna delle azioni appena dette, si producono rifiuti che gettiamo nella spazzatura. Se i rifiuti li gettiamo tutti in unico contenitore, arrivano, per lo smaltimento, tutti nelle discariche e, i rifiuti in discarica causano emissioni ad alto contenuto di metano e di biossido di carbonio, due gas serra molto potenti e legati al cambiamento climatico. Vi è da dire, a questo proposito, che le emissioni di metano rinvenienti dal settore dei rifiuti, scaturiscono dalla decomposizione degli scarti del cibo, del giardino, dalla carta come del cartone e del legno e rappresentano circa il 20% delle emissioni di metano causate dall’uomo. Se poi pensiamo all’inquinamento che producono le fabbriche non decarbonizzate, all’inquinamento delle auto con motore termico in circolazione, alle caldaie per riscaldamento domestico, ai camini che bruciano legno, ecco che i gas serra che immettiamo nell’atmosfera aumentano creando danni importanti. Ed i danni, li viviamo, noi, sempre di più: siccità, ondate di caldo prolungate, freddo eccessivo, alluvioni, mareggiate. E noi? Nel nostro piccolo cosa possiamo fare?
Possiamo, per esempio, imparare ad essere più precisi nell’effettuare correttamente la raccolta dei rifiuti in maniera differenziata, efficace, virtuosa. La ripresa dell’economia dopo la crisi pandemica, peraltro, è all’origine di una più forte crescita dei rifiuti urbani e, grazie alla raccolta differenziata possiamo sia aiutare il nostro pianeta a risparmiare le sue risorse, che ridurre l’inquinamento. Con questo sistema di raccolta si raccolgono i rifiuti urbani in base alla loro tipologia per cui, la parte secca dei rifiuti viene distinta in secco riciclabile come vetro, carta, plastica, alluminio e secco non riciclabile; la parte umida, poi, raccolta separatamente e rappresentata dagli scarti alimentari quali bucce della frutta, gusci delle uova, fondi del caffè, residui di pulizia delle verdure ecc., vengono smaltiti attraverso il compostaggio della frazione umida cioè trasformati in una miscela simile al terriccio soffice.
La raccolta differenziata, quella che possiamo fare noi cittadini, è solo il punto di partenza del riciclo che seguirà. È necessario fare una scrupolosa divisione dei rifiuti prodotti per compiere il primo passo verso il riciclo ed il riutilizzo di una determinata materia prima. Per chi lavora nel settore del riciclo, infatti, non è semplice separare i materiali una volta che sono stati messi tutti insieme e, quindi, ci dobbiamo maggiormente impegnare a suddividere le varie tipologie di rifiuti già nelle nostre case consci del fatto che l’umido può diventare un ottimo fertilizzante o materia prima per biogas, il vetro, dopo la fusione, viene riutilizzato per creare nuovi oggetti, la carta, dopo essere stata macerata in una poltiglia serve a produrre nuovi fogli, e così via.
Uno dei più importanti vantaggi del riciclare è legato proprio all’impatto climatico, al prendersi cura dell’ambiente. Fare la raccolta differenziata, infatti, non solo fa sì che circolino meno rifiuti tossici nell’ambiente ma fa sì che diminuisca anche la necessità di coltivare, raccogliere o estrarre nuove materie prime dalla Terra, circostanza, quest’ultima, che sta mettendo a dura prova la salute del nostro pianeta. E poi, se ricicliamo i rifiuti, e quindi non li accantoniamo nelle discariche, riusciamo a produrre meno inquinamento dell’ambiente anche perché i liquidi prodotti dall’accantonamento nelle discariche, il cosiddetto “percolato”, viene assorbito dal terreno su cui sono appoggiati e rischia di inquinare le falde acquifere. Riutilizzando le materie prime, risparmieremo risorse naturali come energia elettrica o acqua o gas che sono risorse inquinanti, evitiamo che le plastiche terminino la loro corsa verso il mare e che poi finiscano nell’organismo dei pesci che poi noi umani ci mangiamo. Non è poco.
Ancora una considerazione: Effettuare una corretta raccolta differenziata fa bene all’economia del Paese e anche ai posti di lavoro: Riciclando, infatti, si risparmiano materie prime che si possono utilizzare per altri scopi ed i posti di lavoro possono aumentare giacchè, per operare il riciclo stesso, è necessario costruire e manutenere nuovi impianti, nuove aziende, incaricare nuovi trasportatori, dare lavoro ad altre aziende dell’indotto e, per fare ciò, bisogna assumere personale specializzato. Alcuni studi ci raccontano che è stato stimato che, grazie alla raccolta differenziata ed al riciclaggio dei materiali, in Europa si potrebbero avere anche 200.000 posti di lavoro in più.
Insomma, l’indotto economico è rilevante e, al fianco dei benefici ambientali concretizzatisi con il taglio netto delle emissioni inquinanti può aiutare tutti noi a contrastare i cambiamenti climatici.
E se ancora non ci siamo convinti che differenziare e riciclare è un’opportunità, basta pensare che, per ogni 20 chili di carta usata, poi trasformata in carta nuova, si salva un albero che non verrà abbattuto, che un pannolino di degrada in 400/500 anni, che una bottiglia di plastica si degrada in un periodo compreso tra 100 e 1000 anni, e che una bottiglia di vetro “solo” 4000 anni. Quanta carta abbiamo buttato oggi nel cassonetto dell’indifferenziata?
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