Chi c'è dietro Buly, il brand beauty diventato un cult

2023-03-16 17:28:37 By : Ms. Lisa Yan

Le scelte di successo di Victoire de Taillac: personalizzazione calligrafica sulle scatole, illustrazioni uniche, formule botaniche alchemiche.

Formulazioni basate su antiche ricette, ingredienti naturali e confezioni esteticamente perfette. Officine Universelle Buly 1803 è un marchio parigino che Victoire de Taillac e suo marito Ramdane Touhami hanno risvegliato nel 2014, dopo aver trovato un catalogo del XIX secolo che raccontava la storia di Jean-Vincent Bully, profumiere all'avanguardia che, in un certo senso, è stato uno degli inventori della cosmesi e della profumeria moderna. In occasione dell'apertura del primo negozio Milanese in via Brera 2, Harper's Bazaar ha incontrato Victoire de Taillac per scoprire tutti i segreti di questo marchio, il prossimo a diventare la grande ossessione di tutti i beauty addict italiani.

Come avete scoperto la storia di Buly?

È successo tutto per caso, grazie a un nostro amico antiquario, che un giorno ci ha mostrato un antico catalogo del diciottesimo secolo, appartenuto al farmacista Jean-Vincent Bully. Pagina dopo pagina scoprivamo immagini che raffiguravano boccette, appunti su ricette e nomi di prodotti, come il Lait Virginal. È da quel libro che abbiamo preso molte delle informazioni che ci sono servite per ricostruire l'identità del nostro Buly 1803.

Come si fa a portare un marchio con una storia di duecento anni nel mondo contemporaneo?

Siamo stati fedeli il più possibile alle idee del suo fondatore, studiando molto e facendo tanta ricerca negli archivi parigini. Dopo, abbiamo pensato all'aspetto che il brand avrebbe dovuto avere nel ventunesimo secolo, e così abbiamo creato delle bottiglie che escludessero l'uso della plastica, e che fossero belle da guardare e da tenere in mano. Dei begli oggetti di design. Per i negozi, invece, abbiamo ricreato degli empori, dove chiunque potesse acquistare tutto ciò che necessitava per prendersi cura di sé, come era nello spirito del negozio originario.

Cosa è rimasto delle origini e cosa avete aggiunto a questo racconto?

Del passato abbiamo tenuto il più possibile la parte estetica: scritte, loghi, boccette e nomi, mentre per quanto riguarda le formule, anche a causa delle nuove legislazioni in fatto di cosmetica, è stato necessario aggiornarle utilizzando ingredienti moderni, più efficaci, e ammessi dalla legge. Le formule originali erano semplici e composte da pochi ingredienti, abbiamo cercato di seguire la stessa filosofia con quelle nuove. Ovviamente ci sono prodotti che sono stati reinventati da zero, ma con il punto di vista di Jean-Vincent Bully.

Perché alla gente piace così tanto il marchio?

Credo che il successo di Buly sia dovuto a un mix dato dall'efficacia dei prodotti e ovviamente della sua storia. Spesso si crede che il successo sia dovuto solo alla storia, ma quando si parla di cosmetici e profumi il clienti tornano perché sono soddisfatti dalla qualità delle formule.

In che modo siete sostenibili con Buly?

Abbiamo ridotto al minimo l'utilizzo della plastica, sostituendola con l'alluminio per i tubetti e col vetro per le boccette, due materiali facilmente riciclabili. In più, abbiamo solo una scatola che si adatta a molti dei prodotti che vendiamo, questo vuol dire che non è necessario produrne di diversi tipi, le rendiamo speciali personalizzandole con il nome del cliente scritto a mano. Anche il cellophane trasparente solitamente utilizzato per proteggere le scatole, da noi non esiste.

Qual è il prodotto che meglio rappresenta il marchio?

Sicuramente i profumi a base di acqua, formulati senza alcol, un ingrediente che abbiamo voluto escludere per essere il più possibile "clean". E poi anche la crema mani Pommade Concrète, racchiusa in un tubo blu, con sopra la stampa di una mano, un'idea di Ramdane.

Dopo la Francia e il Giappone, perché avete deciso di aprire un negozio a Milano?

Mi piacerebbe dire che dietro ci sono stati studi di marketing, ma non è così. Semplicemente quando apri un negozio in una nuova città, sai già che ci dovrai trascorrere molto tempo, quindi è meglio scegliere un posto che ti piaccia. E sia io che mio marito amiamo Milano. Non solo, molti dei nostri clienti nei negozi di Parigi e nello store online sono italiani. Quindi è stata una scelta naturale.

Sappiamo che ogni negozio ha un interior design diverso. Cosa vi ha ispirato per il negozio milanese?

La città stessa e la sua bellezza. Nel negozio abbiamo utilizzato legni scuri, e marmo verde, due elementi molto milanesi, che si ritrovano anche negli ingressi dei palazzi deco più belli della città.

Quali servizi speciali si possono trovare all'interno del negozio?

I nostri venditori sono altamente qualificati, offrono dei servizi di consulenza individuale nella scelta dei prodotti. Esiste anche una parte di personalizzazione delle scatole e degli accessori come pettini e spazzolini da denti, sui quali è possibile incidere il proprio nome per esteso. O con le proprie iniziali, come nel caso del balsamo labbra Baume des Muses.

Può raccontarci un segreto del marchio che non possiamo immaginare?

Tutti i nostri venditori seguono ogni settimana dei corsi di calligrafia per poter personalizzare le scatole e scrivere biglietti con il carattere corsivo inglese. Credo sia un valore, una sorta di esercizio pratico e meditativo, che arricchisce chi lo esegue. Un'arte che si è persa, che racconta molto della filosofia slow legata al marchio.

Se avesse la possibilità di riportare in vita per un minuto Jean-Vincent Bully, cosa gli direbbe?

Jean-Vincent Bully era una persona molto ambiziosa, aveva creato un marchio, partecipava a fiere internazionali, aveva messo delle solide basi per il progetto che stiamo portando avanti oggi. Più che dirgli qualcosa, ci terrei a mostrargli quello che abbiamo creato. Credo ne sarebbe molto orgoglioso.