La nascita dei tappi in sughero dalle sugherete alla bottiglia - Visita ad Amorim in Portogallo - Wine Blog Roll - Il Blog del Vino Italiano

2023-03-16 17:37:03 By : Mr. Qiang Wang

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Una delle diatribe più accese degli ultimi anni nell’enosfera è sicuramente quella che vede contrapporsi tappi in sughero versus tappi alternativi. Io stesso ne ho disquisito più volte, cercando di mantenere un atteggiamento equilibrato, ma ponendo alla vostra attenzione pro e contro di ogni tipologia di tappatura. Eppure, troppe spesso mi sono ritrovato a dover fare affidamento su scritti di terzi, spesso non comprobati e con molto empirismo a monte di deduzioni a volte condivisibili altre opinabili. Ecco perché ho ritenuto opportuno andare a vedere con i miei occhi tutto quanto fosse possibile vedere circa la creazione di un tappo in sughero naturale. Per farlo ho accolto con non poca curiosità ed estremo piacere l’invito dei leader mondiali in termini di numeri, tradizione ed innovazione nel campo della produzione di derivati del sughero ed in particolare dei tappi in sughero da vino.

Considerazioni finali su tappi & co. Io continuerò ad avere un atteggiamento equilibrato e rispettoso e nonostante tutto, come detto allo stesso Carlos, penso che i risultati raggiunti con le tappature a vite siano quanto meno interessanti, ma mi permetto di consigliare ai produttori ed agli appassionati di approfondire le dinamiche di produzione di tutte le tipologie di chiusura e di verificare, non tramite gli studi interni delle singole aziende, ma affidandosi ad istituti ed a laboratori esterni, quali siano davvero, oggi, i pro ed i contro del tappo in sughero di qualità e dei tappi a vite, in modo che ognuno possa semplicemente farsi una propria idea. E’ indubbio che il sughero sia una materia prima sempre più difficile da reperire, ma è grazie ad Amorim che si stanno reimpiantando intere foreste e che si da lavoro ancora a oltre 3000 artigiani decorticatori portoghesi, in una zona che, altrimenti, avrebbe già subito una desertificazione naturale e sociale.

A prescindere dalle opportune opinioni di ognuno (credo ci sia spazio per ogni scelta e posizione in questo campo come nella produzione del vino stesso, nel momento in cui ci siano comprensione e rispetto) credo che visitare una sughereta durante il periodo di decortica e, magari, seguire il sughero fino alla nascita dei tappi in modo da comprendere quanto sia affascinante, ma lungo ed attento il processo di produzione. Per me è stata un’esperienza davvero interessante, che mi spingerà ad essere ancora più attento e curioso riguardo le evoluzioni di ogni tipologia di chiusura, nell’attesa di potervi raccontare anche una visita in una fabbrica di tappi a vite, magari… perché, no?! Di sicuro sarà un po’ meno affascinante, ma di certo potrà darmi ulteriori spunti di riflessione da condividere con voi.

N.B.: non credo che un’azienda di questo calibro avesse bisogno di un endorsement da parte mia e lungi da me voler imporre un’idea commerciale o una filosofia etica a consumatori o ancor prima ai produttori, ma credo fosse opportuno raccontarvi la mia esperienza e darvi qualche informazioni in più riguardo il mondo dei tappi in sughero ed Amorim, che è la più antica azienda al mondo in questo campo, ancora oggi guidata dalla stessa famiglia che la fondò nel 1870.

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