I risultati del nuovo test sulle creme solari protezione 50 effettuato sui più famosi marchi venduti in Italia non sono affatto incoraggianti.
Ormai è quasi estate e puntuali sugli scaffali di supermercati, farmacie e negozi vari sono tornate le creme solari. Fondamentale scegliere un prodotto che abbia una composizione il più possibile priva di ingredienti potenzialmente pericolosi o inquinanti. Per capire quali sono le migliori (e le peggiori) protezioni solari sul mercato italiano, un nuovo test ne ha confrontate 16.
La crema solare è un prodotto imprescindibile che dobbiamo portare sempre con noi quando andiamo al mare, in montagna, in piscina o in qualsiasi altro luogo in cui siamo esposti per lungo tempo al sole. L’offerta è molto vasta e orientarsi potrebbe non essere semplice, considerando che esistono creme con diversi fattori di protezione, che utilizzano filtri chimici o filtri minerali, e con composizioni più o meno ricche di sostanze controverse (tra cui possibili interferenti endocrini).
Leggi anche i risultati del recente test tedesco: Creme solari, quali sono le marche migliori e peggiori. Garnier Ambre Solaire e Piz Buin “insufficienti”
Per valutare il panorama italiano delle protezioni solari, la rivista Il Salvagente ha analizzato 16 creme con protezione 50, a caccia proprio di ingredienti che sarebbe meglio non spalmare sulla nostra pelle.
Nessun prodotto tra quelli testati è stato giudicato eccellente. In tutte le creme, in pratica, sono stati trovati dei difetti, il che si traduce nella presenza di sostanze controverse. La rivista scrive quindi di essere andata alla ricerca dei prodotti “meno peggio”.
Ma cosa contengono le creme solari? Partiamo dai filtri, ingredienti fondamentali in quanto consentono a questi prodotti di essere efficaci contro i raggi solari.
I più controversi sono l’ossibenzone (oxybenzone, nell’Inci indicato come benzophenone-3), l’octocrylene, l’homosalate, il 4-methylbenzylidene camphor e l’ethylhexyl methoxycinnamate.
L’ossibenzone penetra facilmente nella pelle e potrebbe potenzialmente interferire con il sistema ormonale mentre l’octocrylene, con il passare del tempo, si trasforma in benzofenone, sostanza dal potere mutageno, cancerogeno e interferente endocrino.
Alcune di queste sostanze, come scoperto da studi dell’FDA, possono rimanere in circolo nel sangue per lungo tempo. (Leggi anche: Creme solari, le sostanze chimiche pericolose rimangono a lungo nel sangue. Nuovo studio dell’FDA)
I filtri fisici o minerali sono sostanzialmente due: l’ossido di zinco e il biossido di titanio. Quest’ultimo, in versione nano, è considerato tossico se inalato e recentemente l’Efsa, l’Autorità europea per la sicurezza alimentare, l’ha classificato non sicuro come additivo alimentare.
Ma per quanto riguarda specificatamente la sua presenza nelle creme solari l’FDA, che ha preso in esame 16 ingredienti attivi contenuti nei filtri solari, ha valutato solo il biossido di titanio e l’ossido di zinco come sicuri (non a caso sono quelli che si trovano nelle formulazioni biologiche).
Nonostante questo autorevole parere, però, è ancora controversa e dibattuta la sua presenza nelle creme solari, dato che c’è chi segnala un possibile rischio di penetrabilità delle nanoparticelle nella pelle. (Leggi anche: Creme solari: gli ingredienti sono davvero sicuri per la salute? Per la FDA mica tanto!)
Ma ci sono anche altri ingredienti trovati nelle creme solari che vengono segnalati dal test. Si tratta di:
Il test mette in fondo alla classifica le seguenti creme solari:
Per conoscere i risultati completi del test sulle creme solari fate riferimento all’ultimo numero de Il Salvagente.
Leggi tutti i nostri articoli sulle creme solari.
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