Pubblicità horror: 13 spot spaventosamente divertenti

2023-03-16 17:32:10 By : Mr. Jason Bu

Vampiri che si lavano i denti, zombie in motorino, lupi mannari con l’indigestione: il mondo della pubblicità ha usato con grande creatività i topoi più caratteristici del genere horror, creando spot paurosamente comici. Ne abbiamo selezionati 13, un numero nefasto, per celebrare insieme la notte di Halloween!

Come dimenticare il protagonista di “Non aprite quella porta” che, armato di motosega, fa a brandelli i personaggi del film? Questa pubblicità di seghe elettriche firmata dall’agenzia australiana Cummins&Partners del 2006 lo omaggia, ricreando una delle tipiche sequenze cardiopalma del film in cui la bionda cerca di fuggire per non finire trucidata. Questa volta, però, la scampa, perché la motosega usata dal killer non è affidabile come le motoseghe di marca Stihl e, proprio sul più bello, si blocca e non riparte.

Questo spot di Volkswagen, realizzato dall’agenzia tedesca DDB nel 2007, riproduce un famoso topos della cinematografia horror. Si tratta di quello in cui le vittime, cercando di sfuggire all’assassino, raggiungono la macchina e cercano freneticamente di avviarla, ma la maledetta non parte. Ecco, questa cosa non succede con le Volkswagen, dice lo spot, perché sono auto affidabili e di qualità. Questo è il motivo per cui non le vedrete mai in un film horror.

Vediamo ancora motoseghe in stile “Non aprite quella porta” in questo spot inglese per Nike realizzato dall’agenzia Weiden + Kennedy nel 2001. In questo caso, però, la motosega funziona benissimo. La protagonista, abbigliata Nike dalla testa ai piedi, sfugge alla morte perché corre più veloce. Il killer, infatti, è costretto a fermarsi mentre la insegue, per riprendere fiato. “Lo sport allunga la vita”, conclude lo spot.

È del 2007 questo geniale spot realizzato in Germania dall’agenzia DDBO per Smart. In una serie di scene che riproducono fedelmente il look and feel di famose pellicole del passato, lo spot mostra un’altra dinamica cinematografica ricorrente: quando, seduti sui sedili davanti, i personaggi vengono colti di sorpresa e aggrediti da qualcuno che non sapevano fosse seduto dietro. Ecco perché, a volte, è più sicuro guidare macchine senza sedili posteriori. Proprio come una Smart.

La campagna pubblicitaria realizzata dall’agenzia Jung von Matt per K-fee (un brand tedesco di bevande a base di caffeina) ha vinto il Leone d’Argento a Cannes nel 2005. Gli spot di questa campagna si servono dell’effetto horror sullo spettatore per simulare gli effetti stimolanti della bevanda. Cominciano tutti con una scena tranquilla, come una macchina che procede serenamente tra verdi colline, con una musichetta rilassante in sottofondo.

Improvvisamente, la scena viene interrotta da un mostro che urla verso la telecamera (a volte uno zombie, a volte un gargoyle), seguito dal nome del prodotto e dal payoff. A causa delle molteplici lamentele per il suo effetto scioccante, questi spot sono ben presto scomparsi dagli schermi. Secondo alcune fonti, in alcune occasioni, sono stati mandati in onda preceduti da un disclaimer che non ne raccomandava la visione a bambini, persone che si spaventano facilmente o cardiopatici.

Nel 2001 l’agenzia francese BDDP & Fils realizza uno spot per il brand di food-delivery S comme Service. Nello spot, il ragazzo delle consegne suona alla porta, e attende il cliente con la sua ordinazione. Ad aprire, però, è una specie di Hannibal Lecter che acciuffa il ragazzo per il giubbotto e lo trascina dentro. Lo spot si conclude con un eloquente: “Fatevi consegnare quel che vi piace mangiare”.

A un altro grande classico del mondo horror, L’esorcista, è ispirato uno spot del 2011 diretto dal regista tedesco Andreas Roth per pubblicizzare Dirt Devil, un modello di aspirapolvere della Royal Appliance Manufacturing Company. Lo spot, che ha avuto enorme successo, ripropone l’atmosfera inquietante del film in una delle sue scene più famose e terrificanti.

Nello spot, il prete si accinge ad entrare nella stanza in cui si trova la giovane posseduta dal demonio e, in un crescendo di terrore, la trova attaccata al soffitto che grida disperata mentre una forza inarrestabile la trascina da una parte all’altra. Un repentino cambio di inquadratura ne rivela la causa: un’allegra nonnina che, al piano di sopra, sta passando l’aspirapolvere. Si tratta di un Dirt Devil: una scopa elettrica potentissima, tanto da trascinare anche, lungo il soffitto dell’appartamento al piano di sotto, la presunta indemoniata.

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Per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla necessità di imparare le manovre di rianimazione cardiorespiratoria, l’associazione canadese “Heart and Stroke Foundation”, ha commissionato una campagna molto particolare all’agenzia pubblicitaria Agency59. Lo spot, diretto da Vincenzo Natali (regista, fra gli altri, del film “Il cubo”), mostra una Toronto post-apocalittica dove una donna corre inseguita dagli zombie. Una volta circondata, le viene un infarto e cade a terra. Gli zombie entrano in azione: anziché mangiarla, uno di loro chiama un’ambulanza e un altro comincia un massaggio cardiaco per rianimarla, mentre vengono elencati gli step per la procedura di soccorso. Quando la donna si riprende, guarda gli zombie con un sorriso, ma ora è viva e di nuovo appetitosa, quindi la attaccano e diventa zombie anche lei. “La rianimazione cardiorespiratoria ti rende non-morto” conclude lo spot.

In una serie di pubblicità italiane degli anni 80, alcuni personaggi tipici dell’immaginario horror, vengono riproposti in chiave comica per pubblicizzare prodotti di uso comune. Tra questi, non potevamo non ricordare quello dello Scaldasonno Imetec, in cui un buffo Conte Dracula si gode il calduccio del suo sacello, grazie alla famosa coperta elettrica.  

In questo vecchio spot del motorino Piaggio, una giovane coppia si scambia baci innocenti, mentre un’orda di zombie si avvicina. Uno di loro li raggiunge, ma i due non si scompongono. Anzi, il ragazzino lo saluta e dice: “Sei un po’ spento, fratello. Fai come me: comprati un Piaggio!”. Non appena lo zombie salta in sella, comincia a trasformarsi in umano, finché, sorridendo, mette in moto e con uno “Yuhuuu!” molto anni 80, va a farsi un giro.

Siamo ancora negli anni 80 ed è ancora un vampiro il protagonista di questo spot che pubblicizza Rapident, dentifricio e spazzolino due in uno. Nello spot, vediamo il Conte che si accinge ad addentare il collo di una donna, ma lei lo ferma: prima deve lavarsi i denti! Il modo più veloce? Con Rapident, naturalmente.

Gli anni 80 sono stati evidentemente proficui per la produzione di pubblicità italiane a tema horror. In questo spot, per l’azienda romana Ossidal (infissi e serramenti), vediamo una strega cattiva in stile Maleficient che lamenta la bassa qualità dei suoi vecchi infissi. Lo specchio parlante le fa presente che gli infissi scelti Biancamiele sono decisamente migliori, non per niente sono di marca Ossidal. La strega coglie la provocazione ed invoca pioggia e salsedine per distruggerli, ma non ci riesce perché si tratta di infissi in alluminio anodizzato con dieci anni di garanzia.

Conosciamo il regista Guillelmo del Toro come maestro dell’immaginario tra fantasy e orrore. Ma nel 1991 si è ritrovato a fare la pubblicità di un noto digestivo…come attore. Il personaggio che interpreta ricorda quelli che popoleranno i suoi film, sebbene in modo profondamente diverso. Si tratta di un uomo d’affari che, dopo aver mangiato pesante, si trasforma in lupo mannaro.

“Prima si ingozza come una bestia e poi bisogna dargli qualcosa per farlo riprendere” dice la receptionist dell’hotel nello spot, mentre del Toro licantropo corre in bagno piegato dai crampi. Qui, di fronte allo specchio, in una classica sequenza cinematografica di genere, rivela la sua mostruosità; poi, però, ingurgita un Alka-Seltzer che lo riporta a sembianze umane.

Ci dispiacerebbe anche un po’ vedere il capolavoro di Kubrik scomodato per pubblicizzare una bibita gassata…ma non se a farlo è Bryan Cranston. Negli anni 80, prima di diventare famoso, si era già prestato al mondo della pubblicità. Nel 2020, da attore affermato, è protagonista di questo esilarante spot per il Super Bowl in cui reinterpreta il personaggio di Jack Nicholson nella famosa scena di Shining. Questa volta, però, anziché cercare di uccidere la moglie, le offre una gazzosa senza zucchero.

Nell’iconica sequenza, accostando il volto alla porta fatta a pezzi, Bryan dice: “C’è la Mountain Dew Zero!”. Al che, Wendy smette di urlare disperata e risponde: “Grazie, avevo sete”. Così, non il sangue, ma un’onda verde di liquido frizzante gusto lime invade il corridoio dell’hotel infestato, mentre Cranston si sdoppia in una versione comica delle spaventose gemelline del film e beve a garganella.

Avevamo annunciato tredici spot e invece ve ne abbiamo fatti vedere quattordici. Non abbiamo giustificazioni, se non… 

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